La poesia musicale inglese di Johnny Flynn

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bandiera inglese

Hello everyone! Questa settimana, per vari motivi, tra i quali soprattutto la mancanza di tempo, non potrò scrivere molto. Più spazio, quindi, alla musica, e meno alle parole, per la gioia di molti ma, specialmente, per la mia: sogno da una vita il dono della sintesi e, forse, con un po’ di sforzo, prima o poi lo otterrò. Poche parole, spero efficaci, per rendervi partecipi di una recentissima scoperta che, almeno secondo me, merita una cabina sulla nostra nave

“Sono giornate furibonde” – canterebbe De André – queste, in un periodo di transizione, personale e generale. Un po’ di musica in sottofondo di solito, c’è sempre e comunque, qualsiasi cosa io faccia o si faccia: c’è quella, poca, che si ascolta nei luoghi vari ed eventuali, e quella, tantissima, che si sceglie di ascoltare. A questa seconda categoria appartengono, almeno per me, quegli artisti e quelle canzoni che vengono fuori quasi dal nulla, o meglio, dal caos di quei rimandi internettiani che portano da un sito o da un link all’altro facendo perdere, così, di vista il punto di partenza. Circoscriviamo la situazione e descriviamone una ormai all’ordine del giorno, si potrebbe dire, dell’ora, per tutti: apriamo youtube per cercare un video, se riusciamo a vederlo fino alla fine è già una specie miracolo, visto che l’occhio destro è già automaticamente partito verso la colonnina di destra che ci offre di tutto di più. Finito, ci si augura, il video iniziale, ne scegliamo un altro, quello che ci colpisce di più, dalla famigerata colonnina e da lì si avvia una catena che rischia seriamente di essere infinita e che se, alla fine, si interrompe, arriva a farlo solo dopo moooolto tempo! Ecco, immagino abbiate presente la situazione. E’ proprio durante una di queste “storie di ordinaria follia” targate youtube che, un giorno, salta fuori un video. Non c’è immagine del cantante/gruppo. Il nome però è piuttosto affascinante: Johnny Flynn and the Sussex Wit. Il titolo del pezzo, se vogliamo, lo è ancora di più: The Wrote and The Writ. Lo so, non si giudica un libro dalla copertina, né una canzone dal titolo, lo so.. questa volta, comunque, nome e titolo non hanno deluso. Un’ottima, affascinante e poetica canzone…

Questo brano mi è piaciuto subito: la chitarra acustica, la voce ferma e profonda, e le atmosfere da English countryside. Ho continuato ad ascoltare l’artista in questione usufruendo sempre di lei, della colonnina di youtube, e poi sono andata a leggere qualcosa qua e là. Johnny Flynn, cantautore, musicista – pare suoni svariati strumenti -, poeta e, addirittura, attore shakespeariano molto apprezzato in patria. Ha all’attivo 3 album: A Larum (2008), da cui è tratto il brano appena ascoltato; Been listening (2010) e Country mile (2013), con il gruppo dei Sussex Wit. L’artista si colloca a metà strada, per formazione e interessi, tra il delta blues e il bluegrass americani, e la tradizione bardica in tipico stile anglosassone. Personalmente, lo preferisco in quei pezzi che rievocano atmosfere folk antiche, impreziosite da testi dal forte valore poetico. In questo senso, The water, contenuto nel secondo album e cantato insieme a Laura Marling, attualmente una delle più stimate cantanti folk britanniche, costituisce l’esempio perfetto. 

Il talento di Johnny Flynn non si esprime unicamente attraverso la sua voce e la chitarra acustica. A un ascolto veloce, mi è sembrato di percepire una progressione intensa che, dal 1° all’ultimo album, ha portato a un’arricchimento notevole degli arrangiamenti e a costruzioni più complete dei pezzi. Ho scelto, a questo proposito, un brano estratto dall’ultimo album a cui, peraltro, dà il nome: Country mile. In chiusura di articolo, ascoltiamo qui una chitarra elettrica che, per quanto piuttosto scarna, si inserisce comodamente nell’impianto di un pezzo particolare, supportato da un bel video black’n’white e da un testo – sì, ancora un altro – molto espressivo.

Enjoy and breathe the colors…

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  1. Pingback: Johnny Flynn – tour dates | Colors on the loose

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