ElectroSwedish dreams: l’elettronica soft dei Little Dragon

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bandiera svedese

Attribuire un colore alle nostre giornate, in base a quello che ci capita, non è poi così inusuale: colori accesi per le giornate allegre e intense, colori spenti per quelle più cupe o, come si dice spesso, “storte”. Tra la luce e il buio, tra la gioia e la malinconia, c’è sempre un valore intermedio, uno status che non è né l’una né l’altro e che, alla fine dei conti, è quello che ci accompagna nella maggior parte del tempo e dei casi. Una giornata ordinaria, una giornata grigia. Tutto dunque è cominciato in una giornata ordinaria e grigia, una di quelle in cui non devono necessariamente esserci delle nuvole in cielo né problemi da risolvere. In una giornata come queste, anonima, indecisa, che stenta a prendere una direzione, in cui anche l’orecchio è distratto, ascolto per caso una canzone che mi colpisce inconsciamente – inconsciamente perché data l’apatia della giornata ho i “riflessi” poco pronti – poi, per il resto del giorno, me ne dimentico. Il giorno successivo ho una sensazione, quella di aver ascoltato il giorno prima una canzone “diversa” – la cosa stupisce perché accade sempre più raramente -; non la ricordo, però; voglio riascoltarla; qualche ricerca e la scovo; un secondo ascolto, un terzo, un quarto…, fino all'”approdo” qui sul blog. La canzone in questione si chiama Twice. La band ha un nome suggestivo: Little Dragon. La nazione di provenienza è, come da titolo e immagine dell’articolo, la Svezia.  

Twice è una canzone che si svolge sospesa, come le marionette di carta del bellissimo video a cura del regista Johannes Nyholm, in un’atmosfera rarefatta, essenziale eppure sognante. Rientra nel primo album omonimo dei Little Dragon, band svedese formatasi nel 1996 con il sodalizio tra Yukimi Nagano, cantante nippo-svedese e tre compagni del liceo. Twice è la canzone del loro esordio discografico. Le sonorità del gruppo fluttuano tra l’elettronica, il dream pop e il trip hop. A colpirmi del pezzo appena ascoltato, oltre alla voce rilassante e a tratti irreale della Nagano, l’aura grigia, malinconica e onirica. Le movenze vocali suonano accattivanti e il gusto che Twice lascia all’orecchio è quello di un sogno ambiguo ed enigmatico.

Ferventi collaboratori dei Gorillaz, cartoon-band di Damon Albarn, frontman dei famosissimi Blur, i Little Dragon, alla luce dei tre album in studio finora pubblicati, si muovono in ambito elettronico tra pezzi in stile Twice e altri inclini a sonorità più, potremmo dire, ballabili, dai temi martellanti eppure seducenti. Ne è un buon esempio Shuffle a dream, tratto da Ritual Union (2011), ultimo album della band, qui in versione live.

Finora la musica elettronica era rimasta ai margini del blog. I Little Dragon ne hanno permesso un ingresso morbido con la loro musica che, all’interno del genere, è sicuramente leggera. La provenienza svedese del gruppo apre anche a un’altra questione, quella di un legame particolare dei paesi scandinavi e del centro-nord Europa più in generale con l’elettronica. Ci sarà da ritornare su questo argomento. Per ora i Little Dragon hanno, non a caso parlando di nord, rotto il ghiaccio in questo senso. Sul sito ufficiale, Yukimi Nagano,  parlando di come avviene la creazione musicale all’interno del gruppo, ha detto che equivale a “costruire una nave che viaggerà poi in una direzione precedentemente inimmaginabile”. E visto che c’era di mezzo una “nave”, Colors on the loose non poteva non dedicare loro una sosta! 😉

Un’ottima scoperta in una giornata ordinaria!

Enjoy and breathe the colors…

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  1. Pingback: Little Dragon – Tour Dates | Colors on the loose

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