“From here to there, to everywhere…” – Tappa in Nuova Zelanda

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Bandiera NZ

Non c’è stato bisogno di ricerche, stavolta, per finire in Nuova Zelanda. L’Oceania era il continente mancante in questa prima tornata di musiche del mondo. La Nuova Zelanda è poi uno dei posti, se non IL posto, in cui vorrei trovarmi ora. Si tratta, probabilmente, di uno dei luoghi che immaginiamo meno, rappresentazione del cosiddetto “altro capo del mondo”, per il quale l’aggettivo lontano diventa un eufemismo. Miniera di speranze, di questi tempi, rispetto a un’Europa e, soprattutto, un’Italia martoriate. E che importa se lì adesso è inverno…

Terra degli all blacks e non solo, il pacifico complesso neozelandese di isole felici ha dato i natali a un’artista leggera ma raffinata dalla voce delicata e soave formatasi nel jazz, polistrumentista pop-folk-rock al femminile di discendenza maori: Bic Runga

A me capita piuttosto frequentemente di associare una canzone a una stagione in particolare. Un’estate di parecchi anni fa ormai, incrociai, ignara, a metà strada tra qui e la Nuova Zelanda, un pezzo di questo tipo. Un brano “normalissimo”, per niente distante dal pop rock anglo-americano a cui siamo fin troppo abituati. Get some sleep, composto da Bic Runga nel 2002, si adattava però perfettamente ai lunghi viaggi in macchina, illuminati da un sole deciso e movimentati da venti ristoratori, che immaginavo per l’estate (e la cui colonna sonora immaginaria per una volta non era a stelle e strisce!!). A distanza di anni, il brano e gli scenari evocati continuano a ritornare. Il bel videoclip conferma tali sensazioni: un on the road in stile neozelandese, che mostra lampi di paesaggi, già apprezzati nei riadattamenti cinematografici de Il signore degli anelli, e simpatici biker maori. 

Bic è ormai una grande star in patria ed è discretamente conosciuta negli USA e in UK. Nel resto d’Europa e in Italia ha un seguito minimo. Io penso meriterebbe un pubblico più vasto. Vale decisamente la pena dedicare un po’ del nostro tempo all’ascolto di un esempio di pop raffinato, scritto, suonato e cantato da una donna in grado di suonare molti strumenti e di cantare in modo dolce ed elegante, proveniente, per giunta, da uno dei paradisi del Pacifico! Per avere un’idea più precisa e, soprattutto, visiva e sonora di questa descrizione, consiglio il live acustico di Say after me (2005).

Enjoy!

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