Un angolo russo

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Russia

Parlando di cose che amiamo e che seguiamo con attenzione, spunta sempre qualcosa che, per un motivo o per un altro, spicca per noi più di altre. Gli amanti dei fiori li apprezzano tutti, ne ammirano i colori e ne annusano i profumi, ma certamente preferiscono poi il girasole al gladiolo o la rosa all’iris. I cinefili hanno i loro film preferiti e i lettori appassionati hanno quei libri che rileggerebbero più e più volte nella vita senza mai stancarsi. Questo post, devo ammetterlo, si basa per me su una preferenza. Pur appassionata di tutti i colori e di tutte le bandiere, quella che svetta all’inizio di questa pagina ha un significato importante nella mia vita e si colloca in cima alle mie preferenze, sotto vari punti di vista. Non potevo aspettare molto prima di dedicare un articolo alla mia amata Russia! Per anni studentessa di lingua e letteratura russa, sarò per sempre appassionata della cultura di questa nazione davvero fuori dall’ordinario. Abituatevi perché tornerò spesso in Russia, almeno attraverso le pagine di questo blog! 😉

Di fronte al ventaglio di possibili scelte riguardanti artisti russi, ho imboccato ancora una volta la strada della preferenza personale. Rassegnatevi, questo è davvero un post “di parte”! 😀 Proverò ora a immaginare qualcuna delle vostre domande, arrivati a questo punto.

Sì, ma di cosa/chi parleremo?

Parleremo di Федор Чистяков/Fedor Čistjakov (pietroburghese, classe 1967) e dei Ноль/Nol’, sua ex band.

Ma perché proprio lui?

Se c’è qualcuno di voi che conosce un po’ di musica russa, starà di sicuro strabuzzando gli occhi di fronte alla scelta di non parlare di artisti decisamente più famosi, Кино/Kino e ДДТ/DDT primi fra tutti – su cui comunque, tranquilli, tornerò in futuro! Ok, devo ammettere che quando vivevo a Mosca ho avuto più volte la sensazione che addirittura gli autoctoni ne sapessero ben poco di questo particolarissimo personaggio. Io, a ogni modo, lo ritengo un grandissimo artista, meritevole di essere conosciuto e apprezzato ad ampio raggio. E poi lo adoro, non vi basta? O, meglio, non vi incuriosisce? 😉

Ma come lo hai scovato?

Anni fa in edicola si trovavano ancora collane interessanti. Pagavamo già in euro ma erano ancora i tempi dei cd e dei rispettivi, oggi ingombrantissimi, lettori. Una di queste collane/collezioni dispensava, a pochi soldi, cd dedicati alle musiche del mondo. Quella fu, per me, un’ “annata” felice! Ero agli inizi dei miei studi di russo quando mi capitò tra le mani l’uscita con il cd dedicato alla Russia. Devo ammettere che la maggior parte delle canzoni in esso contenuto, non fosse stato per la lingua, avrebbe potuto trovarsi benissimo anche su un disco di un certo genere neomelodico italiano che, con tutto il rispetto, inquieta alquanto il mio stomaco. Tra queste, però, c’era una vera e propria gemma che avrebbe fatto sbocciare di lì a poco la mia curiosità e il mio amore per Fedor Čistjakov e per i Nol’. La canzone era Человек и кошка/L’uomo e la gatta. Eccola qui: 

Il suono di questa fisarmonica così perfettamente amalgamata alle parole e alle immagini di un video, direi, tipicamente russo, hanno destato subito il mio interesse.

Fedor Čistjakov è un personaggio affascinante ed estremo, tratti che sembrano essere peculiari per i russi! Virtuoso della fisarmonica – la suona dall’età di 8 anni – talento allo stato puro e precursore di sonorità originali. 

Siamo alla metà degli anni ’80 quando il giovane musicista, in una Leningrado in piena perestrojka, forma una band, i Nol’ (Zero), e mette a punto, attraverso la loro musica, il suo insolito piano musicale: la fisarmonica non è solo uno strumento folk; la fisarmonica è ROCK! La canzone appena postata dà forse poco l’idea ma i Nol’ degli esordi erano davvero punk-rock’n’roll. I virtuosismi allo strumento di cui Čistjakov è maestro, uniti alle chitarre, spesso rozze e urlanti, e ai testi audaci e taglienti, rappresentano la stanchezza di moltissimi giovani russi, schiacciati da una realtà sovietica ormai terminale e priva di senso, e danno voce al loro desiderio di ribellione e di risveglio dal torpore culturale. 

Un ottimo esempio è il pezzo Кислотный дождь/Pioggia acida, quadretto al grigiore e all’ipocrisia della realtà loro contemporanea. Questa versione live (1988) è davvero superba!

Allo scioglimento dei Nol’ – nei primi anni ’90 – la vita di Čistjakov prosegue tra musica e mistero, oscillando tra legalità e illegalità – trascorre gli anni tra il 1992 e il 1994 tra il carcere e un ospedale psichiatrico -, in equilibrio precario tra misticismo e concretezza. Il ritorno alla musica effettivo avviene nel 1997 e da quella data in poi Čistjakov pubblica diversi album, tutti molto validi, apprezzati soprattutto per il mix di melodie dei primi del ‘900, canzoni sovietiche, ritmi latinoamericani e blues. 

Negli anni scompaiono certe sonorità tipiche degli anni ’80, percepibili in molte canzoni dei Nol’, ed emerge una maggiore raffinatezza, dovuta forse a un avvicinamento alla musica classica e al blues. Restano più o meno gli stessi i testi significativi e  il modo di cantare impreciso ma pieno di pathos di  Čistjakov. 

Concludo l’articolo con un video live recentissimo di Верещагин/Vereščaghin,  una canzone a cui tengo particolarmente e che, secondo me, sancisce il raggiungimento, per questo grande artista, della COMPLETEZZA! 

Enjoy!

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